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La trasformazione non è un semplice passaggio da A a B, ma un processo di erosione e riscrittura. È lo scarto fisico tra un prima e un dopo, in cui il corpo e l’identità si modificano sotto il peso dell’esperienza. Che si tratti di una mutazione biologica, di un viaggio che logora la pelle o dell’ascesa inesorabile verso un obiettivo, il percorso opera su di noi una modifica irreversibile: per diventare qualcos’altro, bisogna prima accettare di non essere più se stessi.
Questa linea invita a esplorare la frizione tra ciò che vediamo e ciò che percepiamo. Che si tratti di sovvertire il quotidiano attraverso una prospettiva distorta, di ingannare lo spettatore facendogli scambiare una menzogna per verità, o che si tratti dello scontro tra il reale e le sue crepe oniriche, il tema centrale è la rottura dell'equilibrio. Il conflitto non è solo tra personaggi, ma tra opposti che si divorano, idee, concetti, visioni.
Questa linea opera come un dispositivo di registrazione e archiviazione. Il tracciato congiunge la collina al mare, dando un punto di vista globale sulla città. Qui vi è la neutralizzazione del punto di vista soggettivo a favore della nuda presenza del reale. Il processo non prevede interpretazione o manipolazione drammaturgica: la realtà viene restituita così com’è, ponendo lo spettatore nella condizione di osservatore imparziale di un sistema fisso.
Mantieni la linea assegnata, definendo una singola fermata intermedia.
Cambia linea passando per lo scalo e raggiungi un altro capolinea.
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